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mercoledì 25 marzo 2015

ATTIRARE I MIGLIORI

La selezione è un percorso che prevede un “prima”.
Il “prima” è la fase in cui si lavora per creare all’interno dell’azienda le condizioni favorevoli per attirare persone di valore. È il momento in cui l’azienda si “sintonizza” con le persone che sta cercando, si rende accogliente e cerca di proporsi in maniera interessante. Il modo in cui un’azienda riesce ad essere accogliente per i potenziali collaboratori validi si potrebbe riassumere in tre aspetti: 1. Un atteggiamento inclusivo 2. Elevata affinità e interesse sincero verso le persone e 3. Assenza di barriere create per tenere lontane le persone.

UN ATTEGGIAMENTO INCLUSIVO
Si tratta di una predisposizione a includere le nuove persone.
L’inclusione è l’atteggiamento di chi rende facile agli altri l’approccio o l’avvicinamento a un luogo, a un’attività, a un gruppo. È il concetto di “porte aperte”, è il tentativo di eliminare le barriere.

giovedì 5 marzo 2015

Dirigenti allo specchio: si vedono generosi e aperti ma per i dipendenti non è vero

UNOSTUDIO REALIZZATO DALL’UNIVERSITÀ BOCCONI HA MESSO A CONFRONTO QUASI 1500 TRA CAPI E SUBORDINATI RIVELANDO UNO SCENARIO BIPOLARE


Capi allo specchio? Se a giudicarli sono i dipendenti, ecco che il mondo si divide in due. Da un lato c’è come si vedono manager, dirigenti d’azienda e capoufficio: comprensivi, motivanti, consapevoli. «Siamo esigenti ma giusti», si promuovono (segretamente compiaciuti) tra sé e sé. Dall’altro come li percepiscono i sottoposti: autoritari, distaccati, pronti a spegnere gli entusiasmi. «Vorremmo un leader migliore, generoso, più aperto», protestano in coro. 




Una ricerca realizzata dall’Università Bocconi ha messo a confronto quasi 1500 tra capitani e subordinati rivelando uno scenario bipolare. Spiega Massimo Magni, del Dipartimento di Management e Tecnologia: «Nei momenti di turbolenza e di cambiamento come quello attuale c’è la necessità di assumere nuove prospettive. Sarebbe necessario che i collaboratori diventassero parte complementare del capo, partecipando ai processi decisionali per sviluppare idee che portino le aziende a raggiungere risultati di lungo periodo».

lunedì 29 luglio 2013

LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING?

FARTI SENTIRE UNICO...



Uno degli obiettivi fondamentali del marketing aziendale?? Far sentire il cliente come il consumatore più privilegiato e speciale di tutta l'azienda, invogliandolo ad acquistare un prodotto o servizio e, allo stesso tempo, cercando di ampliare questo risultato a tutto il parco clienti aziendale, per massimizzare il profitto.



Come riuscire a fare questo? Sembra difficile, ma in realtà esistono diverse strategie ben collaudate. L'ultima novità che sta riscuotendo un grande successo è la personalizzazione dei prodotti alimentari industriali.
Il primo esempio che viene in mente è l'iniziativa Coca Cola, che spoglia i prodotti del loro logo per adottare diversi nomi propri di possibili consumatori. Voi comprereste più volentieri un prodotto con il vostro nome?
L'iniziativa è stata intrapresa anche dal Magnum Pleasure Store di Milano, che permette di acquistare un gelato Magnum completamente personalizzato. Oggi invece è possibile avere i vasetti di Nutella con l'etichetta personalizzata.
Le dinamiche sono diverse, ma il fine è medesimo. Si può ottenere la propria etichetta personalizzata solo tramite fanpage Facebook di Nutella, dove si inserisce il proprio nome e indirizzo di casa per poter recapitare due etichette

lunedì 15 luglio 2013

L' A, B, C, DEI BUSINESS PLAN

Il business plan è un documento, strutturato secondo uno schema preciso e rigido, che sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale (business idea).
Si tratta di uno strumento utile per valutare in modo consapevole i punti di forza e le capacità del progetto imprenditoriale. Non deve però essere considerato uno strumento assoluto, ma uno strumento dinamico, pronto a rispondere ai cambiamenti che avvengono all'interno o all'esterno dell'impresa.


COME SI SCRIVE UN BUSINESS PLAN?


Il business plan tratta al suo interno temi diversi tra loro, tutti concorrenti alla definizione della propria idea imprenditoriale. Vengono affrontati numerosi aspetti, ma convenzionalmente possiamo suddividere il business plan in tre macroaree tematiche, che fanno luce rispettivamente sull’impresa, il progetto e le attività finanziarie legate.


Prima di passare al business plan vero e proprio è bene redigere l’executive summary, una sorta di introduzione che riassume in una pagina tutti gli argomenti di rilievo che verranno presentati nel progetto, in modo esaustivo ed accattivante: tendenzialmente è bene lasciare questa parte per ultima, poichè solo a lavoro fatto si hanno le idee chiare e si conoscono i dettagli.