MILANO - Gli italiani sono profondamente insoddisfatti del loro 'pacchetto retributivo': in una scala da 0 a 10 danno un voto pessimo, 3,9, al loro stipendio. E' quanto emerge da un'analisi di JobPricing, l'Osservatorio sulle retribuzioni sviluppato in collaborazione con Repubblica.it, che ha sondato oltre mille lavoratori del settore privato nello scorso maggio (il RAPPORTO COMPLETO). Non stupisce scoprire che dirigenti, di aziende del Nord e in particolare della grande industria e della finanza hanno un giudizio più positivo. Preoccupante, invece, la polarizzazione verso il basso dei risultati: solo il 3% degli intervistati si dichiara 'molto soddisfatto', quasi un quarto (22,9%) 'fortemente insoddisfatto'.
La risposta 'di pancia' è dunque negativa, ma l'analisi approfondita suggerisce ulteriori spunti. Innanzitutto,
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martedì 7 luglio 2015
Gli italiani insoddisfatti dei loro stipendi: il voto alle retribuzioni è sotto il 4
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venerdì 5 giugno 2015
DIRIGENTI PUBBLICI, IL PREMIO AL MERITO LO PRENDONO TUTTI: È MERITOCRAZIA?
Ma come si fa a chiamarla meritocrazia, che significa governo di chi merita davvero, perché migliore e quindi più meritevole di ricompense? Non è per sparare sulla Croce rossa, ma il sistema pubblico è il luogo dell’inesistenza di pratiche meritocratiche. Un ultimo esempio?
Lo Stato italiano spende ogni anno 800 milioni di euro (sugli 800 miliardi di spesa pubblica complessiva) per pagare i premi di risultato dei circa 50mila dirigenti pubblici. Rispetto alla spesa globale un’inezia; rispetto a uno stipendio medio di un dirigente medio
mercoledì 27 maggio 2015
Poste, il grande imbroglio sui tempi di consegna. Spiati i controllori
Ecco un estratto dell'inchiesta pubblicata da Il Fatto Quotidiano oggi in edicola. Migliaia di e-mail scambiate tra funzionari della spa controllata dal Tesoro dimostrano la conoscenza dei destinatari segreti delle lettere campione utilizzate da una società esterna per testare la qualità del servizio. Per il quale lo Stato paga 300 milioni di euro l'anno
L’imbroglio delle Poste per fare cassa. In palio circa 300 milioni all’anno, soldi che lo Stato consegna a Poste italiane se tutto fila liscio nella consegna di lettere, ordinarie e prioritarie, raccomandate e pacchi. Chi certifica che tutto fili liscio? Esistono dei
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venerdì 8 maggio 2015
La condanna degli under 30: perché i giovani italiani producono di più ma sono pagati la metà del resto d'Europa
Lavori di più, produci di più, guadagni di meno. L'handicap? Avere meno di 35 anni. È la “curva anomala” del mercato del lavoro italiano rilevata nell'analisi svolta per il Sole 24 Ore da JobPricing, l'osservatorio che analizza retribuzioni e compensi sul mercato nazionale ed europeo. L'incrocio di dati Eurostat ed Ocse mostra che i dipendenti sotto i 35 anni incassano uno stipendio di ingresso fra i più bassi d'Europa (23.586 euro lordi, 1.312 euro netti su 13 mensilità), oltretutto eroso in quasi la metà del suo valore dalle tasse (42,4%).
Il confronto con l'estero è indicativo: un professionista italiano guadagna la metà esatta di un suo collega svizzero (48.100 euro), 1,5 volte in meno di uno svedese (36.200 euro), circa 1,4 volte in meno di un belga (34.300 euro),
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