Sono 10 parole che suonano molto bene, ma che significano molto poco. Generiche, vaghe, spesso addirittura scontate. Eppure sono le parole che i 332 milioni di utenti LinkedIn nel mondo utilizzano più spesso per descrivere le proprie competenze professionali ai potenziali datori di lavoro.
martedì 17 febbraio 2015
Le 10 parole da non inserire nel proprio profilo LinkedIn
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venerdì 6 febbraio 2015
Il linguaggio del corpo in un colloquio di lavoro, i 10 errori più comuni dei candidati
Dicono le statistiche che un selezionatore su due ci mette non più di 5 minuti a capire se il candidato che ha di fronte è adatto per il lavoro proposto; gli altri non più di 15 minuti. Questa prima impressione si forma in base a quello che il candidato dice e soprattutto in base a ciò che trasmette con il linguaggio del corpo. Per chi di mestiere valuta le persone, gesti, espressioni del viso, postura e comportamento non verbale danno indicazioni importanti sulla personalità e i soft skill del candidato più di quanto non faccia un fiume di parole.
CareerBuilder ha chiesto a 2.100 responsabili delle risorse umane e selezionatori aziendali di indicare quali sono gli errori più comuni, in termini di linguaggio del corpo, che i candidati commettono in fase di colloquio. Ecco che cosa hanno indicato:
CareerBuilder ha chiesto a 2.100 responsabili delle risorse umane e selezionatori aziendali di indicare quali sono gli errori più comuni, in termini di linguaggio del corpo, che i candidati commettono in fase di colloquio. Ecco che cosa hanno indicato:
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venerdì 23 gennaio 2015
Ocse: “Avere una laurea non serve a trovare lavoro in Italia. In Europa sì”
E'
quanto emerge dal rapporto "Education at a Glance" che ci consegna un’altra
caratteristica tutta italiana: i nostri studenti non lavorano mentre frequentano
l’università.
Avere
una laurea in tasca serve a trovare lavoro in Europa ma non Italia.
A dirlo è il rapporto intermedio Ocse “Education at a
Glance”, presentato lunedì 19 gennaio a Londra.
Nel nostro Paese il
percorso universitario non assicura nulla: il 16% dei ragazzi che scelgono di frequentare un ateneo dopo
il diploma
di scuola secondaria superiore arrivando fino alla laurea, restano disoccupati.
Un dato impressionante rispetto alla media europea del 5,3%.
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lunedì 12 gennaio 2015
Le domande da aspettarsi ad un colloquio di lavoro
Le domande di un colloquio di lavoro non sono semplici domande: hanno significati ben precisi. Ecco come riconoscerli.
Perché si è candidato per questo lavoro?
Dalla risposta a questa domanda si capisce innanzitutto se il candidato conosce o ha raccolto informazioni sull’azienda. Se ha realmente compreso i requisiti richiesti, se li possiede, quali sono le sue motivazioni e ambizioni più profonde. La regola fondamentale al colloquio di lavoro è comprendere i bisogni dell’azienda e dimostrare di avere tutte le capacità per poterli soddisfare.
venerdì 3 gennaio 2014
TROVARE LAVORO E' COME VENDERE UN ASPIRAPOLVERE ...
... ce ne sono tanti tutti uguali, nessuno vuole perdere tempo a comprarli, sai che non ti piacerà usarlo. Eppure sei costretto, perchè l’unica alternativa è usare scopa e paletta.
Allo stesso modo, un datore assume dipendenti non perchè ha un cuore tanto grande, ma perchè altrimenti non potrebbe portare avanti la sua attività. Se potesse fare tutto per conto suo, lo farebbe.
In questo scenario entri tu, l’uomo che cerca lavoro. Sei il venditore di aspirapolvere che propone un prodotto noioso su cui nessuno vuole perdere tempo.
Vivi una situazione spinosa per la quale nessuno ti ha preparato: se il venditore professionista ha un training specifico e magari una laurea in economia, tu sei in un mercato nel quale non sai come competere. Nessuno ti ha mai insegnato a cercare un lavoro, non puoi conoscere le tecniche più efficaci per spiccare sulla massa.
Ma hai un vantaggio: sai che la ricerca di un lavoro è come una campagna marketing.
venerdì 6 dicembre 2013
GUIDA ALL'UTILIZZO DEI SOCIAL PER LA RICERCA DI LAVORO
Usare strategicamente i social media come Facebook, Google+,LinkedIn e Twitter permette di farsi trovare dai cacciatori di teste e di mettere in evidenza le proprie competenze. Ma i social network possono essere un’arma a doppio taglio, come ha dimostrato una recente inchiesta di CareerBuilder: due volte su tre, il profilo sui “social” spinge gli head hunter a rigettare il candidato.
Gli errori sono facili da commettere, ma si possono evitare come spiega Forbes , che individua i sette errori più comuni.
REGOLA N°1 essere indiscreti.
Per quanto ovvio il suggerimento possa sembrare, c’è ancora chi posta sulla pagina di Facebook immagini e frasi inappropriate: da fotografie del proprio tempo libero a commenti politici e razziali. Ricordarsi sempre che c’è in gioco la propria immagine, nè più nè meno di quanto avviene nelle relazioni tradizionali.
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venerdì 4 ottobre 2013
3 MILIONI DI PERSONE BLOCCATE IN UN ASCENSORE....
Non lavorano e non studiano. Sono i Neet, "Not in Education or in Employment Training". Nel nostro Paese sono due milioni, un ragazzo su quattro se si considera la fascia d'età tra i 15 e i 29 anni. Diventano uno su tre se si arriva fino ai 34. Soprattutto donne del Mezzogiorno con un basso livello di istruzione, ma anche diplomati e laureati. Tutti "condannati a consumare senza il diritto di produrre"
Nel nostro Paese rappresentano un giovane su quattro nel primo caso e addirittura uno su tre se ci riferiamo al secondo. Stiamo parlando dell'11% della forza lavoro totale.
Da un punto di vista relazionale sono attivi, si relazionano con altri magari come loro, ma produttivamente parlando sono fermi, inamovibili. Trascorrono il tempo facendo passare le giornate una dopo l'altra, come parte passiva di un sistema che li esclude.
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